Un taxi per Haider

Lobna è una ragazza tunisina che arriva a Lecco nel 2008, ospite di uno zio che promette di trovarle un lavoro. Va a fare le pulizie presso un Hotel e siccome a volte finisce dopo l’ una di notte, ha paura a tornare a casa da sola attraversando tutta la città e quindi dorme nello “stanzino” delle scope… Attraverso la San Vincenzo incontra una ragazza che prende l’ impegno di riaccompagnarla a casa.

Presto capisce che non è ospite gradita a casa dello zio e quindi si deve trovare una casa in affitto: trova una “ex cantina” adibita a monolocale che le viene dato in affitto per 350€ mensili…una vergogna per la nostra città! Trova un lavoro di pulizie presso una banca e quindi riesce a pagare l’affitto. Lobna ha il fidanzato in Tunisia, Haider, che decide di raggiungerla nel 2009 per vivere con lei e formare una famiglia.

Arrivano nel nostro quartiere e vengono affiancati dalla conferenza Famiglie della San Vincenzo. Haider, appena arrivato, si impegna subito ad imparare la lingua italiana e comincia a svolgere lavori saltuari, sempre molto apprezzato per il suo impegno e per la voglia di imparare. Affianca muratori, giardinieri, imbianchini, operai, lavora poi per qualche mese per le ferrovie dello Stato nelle squadre di pulizia treni. Nel 2010, tramite un’agenzia interinale, trova lavoro temporaneo presso una grossa azienda del lecchese

In questo stesso anno nasce Arwa la loro primogenita.
Una famiglia Vincenziana offre loro una casa, nel quartiere, ad un affitto calmierato. Haider più volte viene confermato per periodi di lavoro più o meno lunghi, sempre presso la stessa azienda. Presso questa ditta tutti lo apprezzano per la sua tenacia e precisione nello svolgimento del lavoro, ma purtroppo, nonostante varie promesse, non rientra nella lista del personale destinato ad essere assunto a tempo indeterminato. Nel frattempo svolge qualsiasi tipo di lavoro gli venga offerto e sempre con entusiasmo avendo ben presente che deve mantenere la famiglia.
2014 Nasce la seconda figlia Jara e Lobna e Haider cominciano a pensare che qui in Italia per loro non ci siano opportunità per avere una vita dignitosa perché non c’è alcuna certezza per un lavoro fisso. Vorrebbero rientrare in Tunisia, ma con una prospettiva di lavoro.

Haider ci informa che in Tunisia potrebbe rilevare l’attività del padre che fa il taxista, ma avrebbe bisogno di un mezzo in buone condizioni e immatricolato da non più di 5 anni, altrimenti non può intestarsi la licenza.
Li vediamo determinati. Non sono più i ragazzi disorientati che erano arrivati qualche anno fa in Italia…. molte esperienze li hanno fatti maturare, hanno fatto tesoro di tutto ciò che hanno appreso dalle persone che li hanno affiancati in questi anni.
Non si può pensare che tornino con ”nulla in tasca” perché ciò che possiedono e che hanno conquistato non si vede, non ha un valore monetario, non si può comprare o vendere….ma è molto prezioso per la loro vita… la consapevolezza di essere una famiglia e di volere un futuro sicuro per loro e per le loro figlie.

Nello stesso tempo non possono però rientrare senza qualcosa di concreto perciò la conferenza famiglie Santa Chiara decide di investire su questa famiglia. Dopo esserci confrontati tra di noi in conferenza e con Lobna e Haider abbiamo deciso di sostenerli nell’ acquistare un’automobile adatta che permetterebbe ad Haider di fare il Taxista nel suo paese.

Ci sembra il punto di partenza perché questa famiglia possa decollare. Inoltre l’intraprendenza di Lobna e l’esperienza acquisita in questi anni, le permetteranno presto di gestire una piccola attività di vendita. Il tutto permetterebbe a loro di vivere nel proprio paese in modo dignitoso. Si decide perciò di attuare un “Progetto Taxi” come intervento risolutivo per questa famiglia.

Dopo le opportune verifiche, si stabilisce che tale progetto impegnerà la somma di circa 10.000,00 € tra acquisto dell’auto, assicurazione, spese dogana e biglietti per il viaggio di tutta la famiglia. Si presenta il progetto e si fa richiesta di contributo al Consiglio Centrale di Lecco della San Vincenzo che, nel gennaio 2015 approva il progetto e decide che stanzierà la somma di 3.000,00 €.

Altri 4.000,00 € arriveranno dal ricavato della fiera benefica ed 880 € dalla vendita delle uova di Pasqua; due donatori anonimi donano 1.000 €.
Viene presentato il progetto al Gruppo Missionario che è felice di essere coinvolto e contribuirà con la somma di 800 €.

Anche i colleghi di lavoro della Moto Guzzi, che lo stimano molto, decidono di aiutarlo. Nel frattempo continuiamo a sostenere la famiglia e i bambini, mentre Haider, tra un lavoro occasionale e l’altro, viene richiamato dalla solita azienda per un altro periodo di lavoro di alcuni mesi. Una volta stabilito che si potranno reperire tutti i soldi necessari, Haider e Lobna decidono di cominciare a organizzarsi.

Lobna decide di non rientrare al lavoro dopo la fine del periodo di maternità della seconda figlia; si licenzia, così da prendere la liquidazione che servirà a pagare alcuni debiti che hanno, affitti arretrati e altri prestiti, e decide di cominciare ad andare in Tunisia così da risparmiare i soldi che spenderebbe in Italia, dove la vita con le due bambine è più cara. Da là potrà inoltre seguire le pratiche per la dogana e per l’immatricolazione dell’auto in attesa del ritorno di Haider che continua a lavorare fino al 17 Luglio.

Vengono saldati tutti i debiti e Haider, finalmente, parte per raggiungere la sua famiglia ed iniziare una nuova vita nel suo paese.

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